CAPITOLO 6
15.07.2008Fra Cristoforo tenta di convincere Don Rodrigo a desistere dall’ostacolare il matrimonio fra i due poverelli invocando il suo buon cuore, la sua coscienza, il suo onore e la sua gloria. Ogni sforzo risulta vano, addirittura Don Rodrigo si spinge a garantire protezione e aiuto per Lucia nel caso si rifugiasse nel suo palazzo. Il frate che sino a quel momento aveva fatto esercizio di temperanza e sopportazione sbotta evocando la punizione di Dio. Don Rodrigo, prima stupito e poi adirato, caccia il Frate insultandolo e minacciandolo. Uscendo dalla stanza il frate si avvede che un vecchio servitore ha ascoltato la discussione. Il servitore gli fa un cenno furtivo e gli accenna di un disegno oscuro del padrone. Non appena raccolto sufficienti informazioni il servitore raggiungerà il frate in convento per aggiornarlo. Fra Cristoforo benedice il buon uomo e lascia il palazzo confidando nella divina provvidenza. Prima di rientrare in convento il frate si affretta alla casa di Lucia per aggiornarla. Qui Agnese rivela ai due innamorati la possibilità di sposarsi anche contro la volontà del proprio curato: è necessario destrezza e ardimento e dichiararsi sposi in presenza di testimoni e al cospetto del curato. Renzo sostiene con entusiasmo la proposta di Agnese mentre Lucia è contraria. Renzo individua nel l’amico contadino Tonio il primo dei testimoni fidati e si reca da lui per chiedere il suo aiuto in cambio del pagamento di un suo vecchio debito proprio nei confronti di don Abbondio. Tonio accetta e indica nel suo fratello meno sveglio il secondo testimone. Quindi Renzo rientra per aggiornare le due donne e Agnese lo informa che penserà lei a distrarre Perpetua per permettere ai quattro di agire indisturbati. Mentre Lucia critica il loro progetto, sentono Fra Cristoforo avvicinarsi alla casa e Agnese si raccomanda con Lucia di non rivelargli nulla.