CAPITOLO 4
4.07.2008All’alba Fra Cristoforo lascia il convento di Pescarenico per recarsi da Lucia. Descrizione del bucolico paesaggio in contrasto con i presagi di fame e carestia annunciati da alcune scene di vita rurale circostante. Descrizione dell’aspetto austero del frate ed excursus sulla sua conversione. All’anagrafe Lodovico, figlio di un ricco mercante che ritiratosi dall’attività rinnega vanamente le sue origini e muore lasciando tutto al giovane rampollo. Lodovico non riuscendo a integrarsi, per casato e temperamento, con i nobili suoi coetanei diviene loro antagonista. Ne scaturiscono innumerevoli contrasti sino ad un duello mortale con uno di questi nobili. Lodovico uccide il rivale dopo che questi colpisce a morte il suo fedele aiutante Cristoforo. Fra Cristoforo si rifugia ferito nel vicino convento di cappuccini. Qui compassione, rimorso ed espiazione maturano nella sua conversione. Lodovico chiede al padre guardiano del convento di prendere i voti. Egli acconsente intuendovi anche la soluzione ai problemi diplomatici con la famiglia del nobile ucciso. Dopo aver donato i suoi averi alla famiglia dell’amico Cristoforo, Lodovico viene ordinato frate e prima di lasciare il convento chiede di recarsi dal fratello del nobile per invocare il suo perdono. Il dolore di Fra Cristoforo è così intenso e genuino da commuovere sinceramente il fratello e tutti i parenti lì riuniti. Come segno di riconciliazione gli viene offerto di desinare con la famiglia della vittima, ma il frate chiede semplicemente un pane come simbolo del loro perdono. Parte di quel pane sarà da lui conservato a perpetua memoria del crimine e dell’espiazione. Terminato il racconto Fra Cristoforo giunge alla casa di Lucia dove viene accolto dalle donne con profondo sollievo.