CAPITOLO 1

1.07.2008
Descrizione del teatro degli eventi: "quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno". Lungo una sua stradicciola Don Abbondio, rientrando a casa, viene fermato da 2 bravi (alla loro comparsa segue descrizione e digressione sulla "specie de bravi") che gli intimano: "questo matrimonio non sa da fare" riferendosi a Renzo e Lucia e si congedano salutandolo a nome del loro padrone Don Rodrigo. Digressione sui  tempi iniqui in cui un temperamento debole e pavido come quello del curato doveva barcamenarsi alla stregua di "un vaso di terracotta fra vasi di ferro". Da qui la giustificazione della sua vocazione religiosa più opportunistica che  spirituale. Segue l’analisi dell’indole di Don Abbondio e il soliloquio per evitare il matrimonio. Il curato rientra in casa e rivela, suo finto malgrado, l’accaduto all’incalzante Perpetua insospettita dallo sguardo sconvolto del padrone. Breve presentazione di Perpetua. Don Abbondio rigetta la proposta di Perpetua di chiedere aiuto al cardinale di Milano e si ritira cupo e preoccupato nella sua camera.

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